I vini dell’Angelo

Articolo tratto da Slowzine n. 8 - marzo 2021

Il numero 8 di Slowzine è consultabile online in formato pdf (alta definizione 27mb - bassa definizione)


Martedì 2 marzo la Condotta Slow Food si è ritrovata online per incontrare Gianpaolo Girardi e scoprire il progetto dei “Vini dell’Angelo” che da più di trent’anni sta portando avanti Proposta Vini. Un progetto che ha permesso di salvare dalla scomparsa le varietà tradizionali coltivate in Trentino prima della Grande guerra. L’idea nasce dalla consapevolezza di Gianpaolo che una storia lunga più di duemila anni rischiava di andare al macero poiché vi erano varietà più produttive, più auliche o interessanti rispetto a quelle coltivate da generazioni. Un patrimonio di cultura e conoscenza orale immenso che ora è racchiuso nella collezione Mattonari, a Civezzano, dove queste varietà vengono conservate. Ma soprattutto, con la collaborazione di alcuni vignaioli, Gianpaolo ha reso queste varietà di nuovo vive vinificandole, mettendole in commercio e offrendole alle tavole dei ristoranti e delle enoteche.

Sono più di trenta le varietà che fanno parte del progetto, a testimonianza della ricchezza della biodiversità del nostro territorio, frutto della necessità di adattarsi a climi diversi, altitudini e morfologie diverse. Una biodiversità che non è solo naturale ma anche culturale, strettamente legata alle scelte condotte dall’uomo e dalle comunità rurali per sopravvivere.


La riscoperta è avvenuta innanzitutto con lo studio e la ricerca sui testi istituzionali in archivi e biblioteche. Poi Gianpaolo ha girato in lungo e in largo le valli laterali del Trentino, dalla Valsugana a Terragnolo, alla ricerca di piccole vigne sopravvissute per soddisfare il fabbisogno di singoli nuclei familiari.


In una prima fase le uve venivano trattate come le altre, seguendo le vinificazioni che erano state introdotte per i vitigni internazionali, per poi capire che era necessario invece trattare ogni vitigno in modo sartoriale. Se inizialmente il progetto non è nato guardando al risultato qualitativo in bottiglia oggi, grazie a questo approccio, stanno nascendo grandi vini. Questo tipo di indirizzo viene sempre più compreso da produttori, addetti del settore ma anche turisti e pubblico. Poiché il vino è ambasciatore del territorio, è un elemento identitario. Proposta Vini si è addentrata così a fondo nel territorio da realizzare delle tavole geologiche per ogni vigneto da cui provengono i “Vini dell’Angelo”. Grazie a questo lavoro, che riassume in modo nitido la varietà del paesaggio vinicolo trentino, è possibile capire quanto tempo e di quanta fatica abbia richiesto ai nostri avi l’adattare terreni impervi e scoscesi alla coltura della vite.


Le varietà oggi recuperate sono: Negrara, Schiava, Pavana, Turca, Casetta (Foja Tonda), Portoghese, Marzemino Gentile, San Lorenzo, Vernaza, Valderbara, Groppello di Revò, Negron de Orzan, Teroldigo, Lagarino Bianco, Verderbara, Rossara, Veltliner Rosso, Paolina, Nosiola, Peverella, Franconia, Vernaza Zinesa, Foglia Frastagliata. Le aziende coinvolte nel progetto: Angielica, Albino Armani, Baldessari, Battistotti, Casata Monfort, El Zeremia, Endrizzi, Fedrizzi Cipriano, Fondazione Mach, Furlani, La Cadalora, Nicolodi Alfio, Pelz, Poli Francesco, Pravis, Rore, Salizzoni, Vallarom, Zeni.


La serata è stata condotta da Giulia Pedrini e si è conclusa con l’assaggio guidato da parte di Gianpaolo a tre vini. Il Groppello di Revò di Augusto Zadra, il Negron di Orzan vinificato da Endrizzi e lo spumante Cimbrus prodotto con il Lagarino Bianco da Alfio Nicolodi. Nella foto, il vigneto di Negrara a Lasino.

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