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Road to Cheese: Trentingrana di alpeggio annata 2021


È stata la prestigiosa cornice di Palazzo Trentini in Via Manci ad ospitare martedì 18 luglio la presentazione dell’annata 2021 del Trentingrana di alpeggio Presidio Slow Food. Un’eccellenza del territorio trentino, un formaggio che regala sensazioni gusto olfattive complesse e nettamente diverse rispetto a quello dei prodotti di valle, anche grazie alla lunga stagionatura. Ma non è solo l’aspetto organolettico a caratterizzare questo unico prodotto caseario del territorio. Porta con sé infatti le riflessioni relative alla governance del territorio di montagna, dei pascoli e dei prati stabili, alla gestione delle malghe e delle tecniche di lavorazione. Proprio per questo l’iniziativa si è aperta con una tavola rotonda nella quale si sono confrontati su questi temi alcuni dei principali stakeholder del settore. Coordinati da Giampaolo Gaiarin, responsabile dei Presìdi Slow Food caseari, interverranno i presidenti dei Caseifici sociali coinvolti (Sabbionara, Cercen, Presanella, Primiero), Marta Villa, antropologa del Dipartimento di sociologia e ricerca sociale dell’Università di Trento. Interverrà il vice Presidente della Provincia Autonoma di Trento Mario Tonina. Il Presidente del Consiglio provinciale Kaswalder Walter porterà un saluto quale padrone di casa.

I temi affrontati nel corso della presentazione del Trentingrana di alpeggio Presidio Slow Food annata 2021, sono le grandi questioni che hanno a che fare con la sopravvivenza delle malghe e dell’alpeggio sul nostro territorio.

Giampaolo Gaiarin ha ricordato l’importanza per l’equilibrio ambientale in montagna ma anche le qualità organolettiche e salutistiche dei prodotti che ne derivano. Solo il 5% del latte trentino trasformato in formaggio proviene dalle malghe, percentuale che ben rappresenta le difficoltà del settore rimarcate dai rappresentanti dei caseifici sociali produttori del Presidio Slow Food: Cercen, Primiero, Presanella,e Sabbionara. Dall’emergenza sempre più attuale dei grandi carnivori alle difficoltà a reperire il personale per un lavoro che richiede grandi sacrifici e passione. Un lavoro in cui ormai gli standard igienico sanitari sono allo stesso livello delle produzioni di fondo valle ma con una ricchezza di sapori e aromi unica, grazie al trasferimento nel latte crudo della biodiversità botanica dei pascoli. Purtroppo il riconoscimento del valore delle produzioni casearie a latte crudo da parte del consumatore è poco percepito, anche per questo è importante il lavoro di divulgazione di Slow Food e l’impegno dei Cuochi dell’Alleanza.


A seguire degustare i quattro Trentingrana di alpeggio attualmente aderenti al Presidio Slow Food accompagnati dai vini dell’Associazione Vignaioli del Vino Santo.

La serata è organizzata in collaborazione con Trentingrana Concast, con il patrocinio della Presidenza della Provincia Autonoma di Trento e vede la collaborazione del Touring Club Italiano. I volontari di quest’ultima associazione, infatti, saranno disponibili per fornire informazioni storico artistiche sul palazzo e sul Salone Aurora che ospita l’incontro.

Il Trentingrana di alpeggio fa parte dei sedici Presidi Slow Food attualmente presenti in Trentino. La sua storia ha origine quando le prime forme di grana sono state prodotte in provincia da Michele Marchesi nel caseificio sociale di Rumo, in Val di Non, nel 1925. Originario del paese, Marchesi si era trasferito per lavoro a Mirandola – nel mantovano – dove aveva appreso la tecnica di lavorazione. La ricetta si diffuse in fretta: nel 1934 nella Val di Non si contavano 12 caseifici dedicati al grana e quarant’anni dopo, nel 1987, nacquero la denominazione Trentingrana e il Consorzio che riunisce i caseifici di grana del Trentino. Il Presidio Slow Food valorizza e tutela il miglior risultato di questa tradizione, frutto del lavoro estivo nelle malghe. Con l’ingresso dei nuovi caseifici si prevede un aumento delle forme di Trentingrana di malga che, complessivamente, sono comunque una percentuale molto ridotta sul totale prodotto.


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