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Ecosistema Garda

11 ore fa
Tempo di lettura: 3 min

Una nuova geografia attorno al Lago, le reti Slow Food attorno al Garda si mettono in relazione per incidere sulle scelte che ne riguardano il futuro


Il Lago di Garda è un unico ecosistema, ma è attraversato da confini amministrativi che spesso separano visioni, esperienze e progettualità strettamente connessi tra loro. Ecosistema Garda nasce per provare a superare questa frammentazione, creando una struttura di collegamento tra le diverse realtà Slow Food attive sulle tre sponde.


Uno spazio nel quale mettere in comune informazioni, relazioni e conoscenze, costruire una lettura unitaria del Garda e aumentare la capacità di incidere sulle scelte che ne riguardano il futuro. Pesca, biodiversità, olivicoltura, agricoltura, consumo di suolo, turismo, produzioni alimentari e qualità delle acque diventano così parti di una stessa riflessione ecosistemica.


L’incontro rappresenta l’inizio di questo percorso. I presidenti di Slow Food Lombardia, Veneto e Trentino-Alto Adige ne presentano impostazione, attività e obiettivi, mentre si dà voce ai territori attraverso prodotti e persone delle diverse sponde: limonaie, olio, pesca e vini del Garda. Il cibo diventa così uno strumento per rendere leggibili paesaggi, economie, criticità e relazioni.


La sottoscrizione del Patto “Ecosistema Garda” tra le realtà Slow Food coinvolte segnerà il primo passo verso una collaborazione stabile.


Ecosistema Garda abbraccia i valori di Slow Food e li porta in un luogo fragile e complesso: per connettere senza accentrare, lasciare autonomia alle singole realtà e, allo stesso tempo, costruire una capacità comune di osservazione, relazione e advocacy su un territorio che può essere compreso soltanto nella sua interezza.


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Il Garda non coincide con la sua linea di costa. Il suo ecosistema si allarga alle valli, ai rilievi e alle campagne che ne ricevono l’influenza climatica, economica e culturale: dalla Valtènesi alla Val Vestino, dalla Valpolicella alla Valle dei Laghi, fino al Monte Baldo. È dentro questa geografia più ampia che Ecosistema Garda intende riconoscere e mettere in relazione la presenza di Slow Food.

Oggi sulle tre sponde operano quattro realtà territoriali – Slow Food Terre Acque Bresciane, Slow Food Verona Ovest, Slow Food Verona e Slow Food Valle dell’Adige Alto Garda – accanto a Presìdi, Comunità Slow Food, prodotti dell’Arca del Gusto ,Mercati della Terra, Cuochi dell’Alleanza, cantine, birrifici e produttori di olio extravergine segnalati dalle guide. Una rete già esistente, ma ancora poco abituata a pensarsi come parte di uno stesso ecosistema.

I Presìdi permettono di leggere con particolare chiarezza questa continuità. Il Broccolo di Torbole nasce dal microclima creato dal Garda e dal Pelèr e oggi la sua stessa sopravvivenza è legata anche alla difesa dei terreni agricoli dall’urbanizzazione. In Val Vestino il Tombea lega allevamento, prati stabili, pascoli e permanenza delle comunità in un territorio segnato dallo spopolamento. A Custoza il broccoletto racconta invece il rapporto tra suoli aridi, colture orticole e paesaggio viticolo.

Anche quando ci si allontana di alcuni chilometri dalla riva, il lago continua a esercitare la propria influenza. Nella Valle dei Laghi l’Ora del Garda accompagna il lunghissimo appassimento della Nosiola destinata al Vino Santo Trentino Presidio Slow Food.

Sulla sponda bresciana la Comunità Slow Food per la valorizzazione del paesaggio delle limonaie dell’Alto Garda, lavora sulla conservazione di un paesaggio agricolo costruito nei secoli.

Ci sono poi i luoghi nei quali queste produzioni incontrano direttamente cittadini e visitatori. Il Mercato della Terra di Sommacampagna riunisce regolarmente decine di piccoli produttori e comprende anche realtà legate al Garda, dalla pesca all’olio, mentre a Gargnano è iniziato un percorso che mette in relazione produttori locali e la rete dei Mercati della Terra. Osterie, Cuochi dell’Alleanza, cantine segnalate nella guida Slow Wine, birrifici completano questa geografia, trasformando ristorazione e accoglienza in possibili punti di connessione tra produzioni e territori.

L’Arca del Gusto aggiunge un ulteriore livello di lettura: molche del Garda, marroni di Campi, fagiolo della Val Vestino, Groppello di Mocasina, cedro di Salò e altre produzioni raccontano una biodiversità spesso piccola per quantità ma enorme per valore culturale e ambientale.

Ecosistema Garda nasce quindi anche come lavoro di mappatura. Non per costruire un catalogo, ma per capire dove sono le persone, le produzioni e le esperienze che mantengono un rapporto diverso con il lago e con i territori che lo circondano. Metterle in relazione significa aiutarle a affrontare insieme le nuove sfide e sostenere un modello turistico e produttivo alternativo.

La rete potrà così diventare uno strumento vivo: aggiornare la mappa delle realtà esistenti, accompagnare la nascita di nuovi Presìdi e Comunità, costruire relazioni tra produttori delle diverse sponde, sostenere nuovi Mercati della Terra, mettere in comunicazione ristoratori, ricercatori e associazioni e far emergere problemi che, pur manifestandosi localmente, riguardano l’intero lago.

 
 
 

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