top of page

Diario da Calascio | giorno 3

Diario da Calascio

Giorno 3 – Martedì 9 giugno 2026

Articolo pubblicato su "Il T Quotidiano" dell'13 giugno



La terza giornata della Scuola di perfezionamento per la pastorizia estensiva di Calascio è stata dedicata ad un caso studio, con la visita all’azienda Zooristur, nel comune di Barrea, nell’Alto Sangro, a ridosso del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

Il nome, acronimo di zootecnia, ricerca, sviluppo e turismo, racconta l’originalità del progetto avviato da Pietro D’Annessa e dalla moglie Italia Romano sei anni fa. Sulle alture sopra il paese, la coppia gestisce un allevamento di oltre duecento capre, una stalla e un piccolo caseificio. Un’attività nata dal recupero di terreni abbandonati e frammentati, restituiti al pascolo e ripristinati anche dal punto di vista paesaggistico.


Ad accompagnare e proteggere il gregge sono dieci cani da pastore abruzzesi, elemento essenziale per il funzionamento del pascolo e tema centrale degli approfondimenti della mattinata. Ogni cane conosce perfettamente il proprio compito. Alcuni rimangono accanto alle capre e al pastore; altri svolgono una funzione di sentinella e, in caso di pericolo, ne allertano altri che si disperdono allora nei prati per individuare la fonte della minaccia, raggiungendo anche distanze significative sulle colline circostanti. A loro si aggiungono due lupetti abruzzesi, appartenenti a un’antica razza autoctona dell’Appennino centro-meridionale che hanno la funzione di condurre il gregge. Nel corso di una lunga camminata al fianco delle capre, Pietro ha spiegato come questo sistema di protezione possa funzionare molto bene nei confronti dei grandi carnivori, in un contesto come quello abruzzese, caratterizzato da vaste estensioni di pascoli e da una presenza antropica limitata. Anche il lupo entra a far parte di un equilibrio complesso: rappresenta infatti un antagonista degli ungulati selvatici, molto numerosi nella zona e in competizione alimentare con le capre.


La cura riservata agli animali emerge anche dal rapporto quotidiano con il gregge. Pietro conosce ciascuna capra per nome e le accompagna al pascolo ogni giorno, dalle prime ore del mattino fino alla sera. La stessa attenzione si ritrova nel lavoro di Italia, che trasforma il latte nel piccolo caseificio aziendale.


Per il futuro, Pietro e Italia stanno lavorando alla realizzazione di un agricampeggio pensato per offrire ai visitatori la possibilità di trascorrere una giornata al pascolo e di vivere più da vicino questi luoghi. L’accoglienza sarà completata da un orto di comunità, a disposizione degli ospiti non soltanto per raccogliere ortaggi freschi, ma anche per seminare nuove piante destinate a chi arriverà dopo.


L’incontro con il fotografo Edmondo Di Loreto ha permesso invece di compiere un viaggio nel tempo attraverso la storia della pastorizia. Le immagini scattate dai suoi antenati a partire dagli anni Venti raccontano la mungitura di un tempo, il lavoro dei pastori e il ruolo dei cani da guardiania nella cultura rurale abruzzese.

 
 
 

Commenti


economia-solidale.jpg
bottom of page