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Il Trentino a Cheese 2023

La filiera lattiero casearia locale alla più grande manifestazione internazionale dedicata ai formaggi



Migliaia di persone sono state guidate alla scoperta della filiera casearia Trentina dal 15 al 18 settembre nel corso di Cheese a Bra. Anche Slow Food Trentino ha preso parte alla manifestazione internazionale che ogni due anni richiama nella cittadina piemontese il mondo del formaggio: casari, allevatori, pastori, esperti e ricercatori, rappresentanti istituzionali, buyer, veterinari e appassionati.



Il Trentino è stato protagonista con il premio conferito a Giampaolo Gaiarin quale attivista che ha condotto battaglie importanti per i valori della resistenza casearia, riconoscendo il suo lungo impegno in tutta Europa e non solo, per supportare come tecnico i casari nella produzione di formaggio naturale, a latte crudo e senza l’aggiunta di fermenti selezionati. Luigi Montibeller è stato invece tra i cuochi dell’Alleanza Slow Food della Diner sur l’herbe, la cena che ha portato negli spazi dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo i migliori prodotti che traggono origine dai prati e dai pascoli.


Slow Food Trentino ha allestito un ampio spazio nel quale si è proposto un fitto palinsesto di laboratori, degustazioni, collegamenti online e in presenza. Più di venti appuntamenti che hanno visto protagonisti gli alpeggi, le malghe e i prati stabili trentini. «Il nostro intento – spiega il Presidente di Slow Food Trentino Tommaso Martini era quello di portare a Cheese uno spaccato di un ecosistema complesso che lavora incessantemente per conservare un equilibrio tra uomo e paesaggio, mitigare la crisi climatica e mantenere abitate le montagne, attraverso la creazione di sistemi locali del cibo virtuosi, basati sui valori della collaborazione e della solidarietà. Aziende familiari, piccole realtà imprenditoriali così come caseifici sociali e turnari hanno raccontato della propria relazione con il territorio, dei progetti e della visione per gli anni futuri a una platea internazionale».


«Le Terre Alte - prosegue Marta Villa, vicepresidente Slow Food e antropologa dell’Università di Trento - possono diventare un crogiolo di oasi di fraternità, come suggerito dal filosofo Edgar Morin, luoghi dove si possa sperimentare un modo alternativo di cooperare con gli altri esseri viventi all’interno di ecosistemi-ragnatela sempre più interrelati gli uni con gli altri. Le culture, il dialogo e gli scambi di buone idee e buone pratiche possono essere quella possibilità che stiamo cercando per “r-esistere” alla crisi: gli ambienti montani sono da sempre luoghi di incontro, di ingegno, di sapere diffuso, di continua contaminazione. È questo che abbiamo raccontato a Cheese».



Tra gli appuntamenti che hanno animato lo spazio Trentino la presentazione del libro Cercatori d’erba con la presenza dell’autore Francesco Gubert il quale ha anche condotto dei focus territoriali dedicati all’approfondimento delle produzioni sul Monte Baldo, nelle valli del Noce e in Val Rendena. Innovativo il percorso “la via lattea nel calice” attraverso il quale il latte di montagna prodotto in Trentino è stato degustato come fosse un vino in calici di vetro. In collegamento online sono intervenuti Riccardo Casanova del Turnario di Pejo, Alessandro Suffriti da Soraga in Val di Fassa, Marisa Corradi del Caseificio degli Altipiani e del Vezzena, Andrea Morandini per presentare il Puzzone di Moena DOP. Emozionante l’incontro con Daniele Rosati, dell’Azienda Agricola Sicherhof di Romeno, giunto fino a Bra per raccontare la sua passione per l’allevamento della razza autoctona grigia alpina. Spazio poi agli abbinamenti. I formaggi delle malghe del Lagorai Presidio Slow Food si sono rivelati ottimi in accompagnamento alle birre artigianali di Impavida. Il metodo classico da uve antiche Blanc De Sers di Cantine Monfort ha stupido nell’abbinamento al Trentingrana di malga stagionato 24 mesi Presidio Slow Food anche grazie alla presentazione di Chiara Simoni. Infine i vini Presidio Slow Food trentini, Vino Santo e Enantio a piede franco, hanno dimostrato la loro capacità di abbinarsi a diverse stagionature di formaggio.


Riconoscimento anche al ristorante Nerina di Malgolo. Slow Food Trentino ha premiato i fratelli Sandro e Mario Di Nuzzo per la loro capacità di valorizzare i formaggi delle malghe nonese e solandre grazie al progetto che coinvolge anche gli altri Cuochi dell’Alleanza del Trentino occidentale e alla selezione di formaggi proposta al tavolo del loro ristorante. Selezione che è stata ricomposta e proposta a Cheese.


L’edizione 2023 di Cheese sarà ricordata per il lancio del manifesto “Salviamo i prati stabili, i pascoli e i pastori”. I prati stabili riflettono il perfetto equilibrio tra natura ed esseri umani, tra rispetto dell’ambiente e produzione, sono importanti serbatoi di carbonio, oasi di biodiversità, argini al dissesto idrogeologico, ma stanno scomparendo, in montagna per l’avanzare del bosco e in pianura per la cementificazione e l’agricoltura intensiva. Occorre impegnarsi per la loro tutela: per questo motivo, oltre 30 tra enti di ricerca e organizzazioni della società civile italiana hanno messo a punto il manifesto, che può essere sottoscritto da chiunque appoggi l’impegno alla loro tutela, consegnato al ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida.


La partecipazione trentina a Cheese è stata possibile grazie alla collaborazione con Trentino Marketing e all’impegno dei volontari della rete Slow Food Trentino, in particolare Barbara Tavernaro, Graziella Bernardini, Giuliano Comin e Luigi Montibeller.


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