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Il Trentino a Terra Madre

2 ore fa
Tempo di lettura: 3 min

Comunicato Stampa

Dal 24 al 27 settembre il Trentino sarà presente a Terra Madre  con Slow Food Trentino, in collaborazione con Trentino Marketing, sarà a Terra Madre Salone del Gusto con uno spazio dedicato alla zootecnia di montagna, alla biodiversità e alle comunità delle Terre Alte

Dal 24 al 27 settembre il centro di Torino ospiterà la sedicesima edizione di Terra Madre Salone del Gusto, la più importante manifestazione internazionale dedicata al cibo buono, pulito e giusto e alle politiche alimentari. L’edizione 2026 ha un significato particolare: coincide con i quarant’anni dalla nascita di Slow Food Italia e sarà la prima Terra Madre dopo la scomparsa del fondatore Carlo Petrini. Al centro della manifestazione il valore della biodiversità, nelle sue dimensioni naturale, agricola, gastronomica, culturale e sociale, raccogliendo una delle eredità più importanti del pensiero e dell’azione di Carlin.

Slow Food Trentino parteciperà con un proprio spazio e con un programma costruito attorno a un tema preciso: il futuro della zootecnia estensiva di montagna e delle filiere che da essa dipendono.

Il percorso riprende il lavoro avviato a Cheese 2025, quando la filiera del formaggio era stata letta attraverso quattro parole – tempo, montagna, cura e comunità – e lo sviluppa attraverso quattro nuove prospettive: futuro, ecosistemi, ricerca e cittadinanza. A attraversarle sono il desiderio di continuare a vivere e lavorare nelle Terre Alte e la biodiversità, intesa come ricchezza di razze, prati, pascoli, prodotti, saperi e forme di vita.

Una parte importante del programma sarà dedicata al sistema delle malghe trentine e ai formaggi di alpeggio, mettendo a confronto produzioni provenienti da territori diversi. I cambiamenti climatici saranno letti attraverso ciò che sta già accadendo nei pascoli e nei prati: temperature, disponibilità d’acqua, trasformazioni della vegetazione e modifiche nella gestione agricola incidono direttamente sull’allevamento e sulla qualità delle produzioni. Il gusto diventa così uno strumento per comprendere gli ecosistemi.

Un’attenzione particolare sarà dedicata alle razze autoctone e alla biodiversità animale. La Grigio Alpina sarà protagonista di più appuntamenti dedicati al rapporto tra allevamento estensivo, pascolo, adattamento e produzioni casearie e di carne. Lo spazio trentino affronterà anche il tema del ricambio generazionale: formazione, accesso alla terra, condizioni di lavoro e desiderabilità dei mestieri diventano questioni decisive per capire chi continuerà a produrre formaggio in montagna nei prossimi decenni.

I prati stabili saranno un altro filo conduttore. Attraverso formaggi, fieni e ricerca botanica si parlerà della loro progressiva trasformazione e del ruolo che lo sfalcio e l’allevamento hanno nel mantenimento della biodiversità e del paesaggio. A questi temi si collega anche l’Anno Internazionale dei Pascoli e dei Pastori 2026, occasione per riflettere sulla condizione della pastorizia e della transumanza e sul valore ecosistemico delle attività pastorali.

Il programma attraverserà anche altri aspetti della biodiversità trentina. Sarà presentato il nuovo Presidio Slow Food delle mele storiche del Trentino, nato dopo cinque anni di ricerca e dedicato alla conservazione delle varietà più antiche e dei sistemi di allevamento estensivi. I temi della zootecnia di montagna si intrecceranno alla filiera dei cereali di montagna con la rete Slow Grains, di vitigni autoctoni, miele di alta montagna alpina, castanicoltura, gestione dell’acqua e rapporto tra produzioni alimentari e paesaggi.

Accanto ai Laboratori del Gusto, lo Spazio Trentino ospiterà momenti di confronto sui sistemi alimentari e sulle politiche del cibo. Montagna 2050 porterà a Torino le domande raccolte nelle comunità montane trentine; il lavoro con l’Università di Trento sui Domini Collettivi metterà in relazione Presìdi Slow Food e Territori di Vita; un incontro dedicato alle food policy riunirà esperienze attive sul territorio provinciale. Il Trentino sarà presente anche fuori dallo spazio regionale. Tra gli appuntamenti, un incontro dedicato all’Ecosistema Lago di Garda metterà in relazione Slow Food Trentino, Lombardia e Veneto per leggere il lago come un unico sistema ambientale e alimentare, mentre altri momenti saranno dedicati alle professioni del cibo e alle Terre Alte.

Terra Madre 2026 porterà nel centro di Torino produttori, allevatori, agricoltori, cuochi, studiosi, giovani e attivisti provenienti da tutto il mondo. Nell’anno del quarantennale di Slow Food, la manifestazione vuole rilanciare proprio la missione che ha accompagnato l’associazione fin dalla sua nascita: difendere la biodiversità dalla standardizzazione e dalle monoculture e riconoscere nel cibo nelle sue interconnessioni con ogni aspetto della società e della geopolitica. L’Assemblea internazionale di Slow Food si svolgerà in parallelo e riunirà inoltre circa 800 delegati provenienti da oltre 120 Paesi, tra i quali due rappresentanti del Trentino.

Per Slow Food Trentino, Torino sarà soprattutto l’occasione per portare dentro una rete globale una domanda che riguarda da vicino il futuro delle Alpi: quali condizioni servono affiché allevatori, casari e comunità possano continuare a vivere della montagna, mantenendone vivi biodiversità, paesaggi e comunità?

 

 

 
 
 

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