“Road to mountains”: i primi 4 incontri con i produttori delle Terre Alte

Si è concluso il primo mese di “Road to mountains”, il percorso ideato dalla Condotta Valle dell’Adige Alto Garda insieme alla Comunità Slow Food per lo sviluppo agrocultura degli Altipiani Cimbri per incontrare i protagonisti della montagna. Con l’obiettivo di formare un Tavolo permanente delle Terre Alte intorno al quale portare a confrontarsi e riunirsi produttori, ristoratori, istituzioni sul tema della montagna, sulle opportunità e le minacce di fare agricoltura, turismo e vivere nelle terre alte.

Vi invitiamo a visitare il forum su questo sito dove troverete le schede dedicate a ogni intervento che vi invitiamo a commentare.


I primi quattro incontri ci hanno sorpreso per la diversità di spunti che ci hanno donato.


Abbiamo iniziato con Gabriele Crudo dall’Altopiano del Monte Poro dove produce il Pecorino Presidio Slow Food. Gabriele ci ha riportato le difficoltà di fare agricoltura in un territorio abbandonato e che solo con grande fatica si sta lentamente ripopolando guardando al vicino turismo costiero.



Carlo Mazzoleni con lo Storico Ribelle ci ha invece raccontato una storia di resistenza casearia dove l’avversario è costituito dalle logiche economiche speculative che si sono impadronite di un nome storico, il Bitto, mettendo a rischio una tradizione secolare. Ci ha però anche raccontato la forza che può avere ribellarsi a questo sistema. Lo Storico ribelle è un’esperienza conosciuta in tutto il mondo e le nuove generazioni stanno di anno in anno caricando i pascoli della Val Gerola. Significativa la frase di Paolo Ciapparelli, fondatore del Consorzio dello Storico Ribelle, che ha dato il via alla serata: “siamo diventati eversivi perché volevamo che le bestie mangiassero l’erba”.

Ettore Ciarrocca ci ha invece parlato di Santo Stefano di Sessanio e del miracolo turistico che si è creato in questo paese di neanche 70 abitanti grazie alla collaborazione tra produttori, ristoratori e operatori intorno alla lenticchia ma anche delle difficoltà create da quelle che il prof Salsa ha definito “ambientalismo cittadino”, in particolare in merito al rapporto con la fauna selvatica.

L’incontro con Federico Rial e Federico Chierico ci ha condotto in Valle d’Aosta, nella Valle di Gressoney dove hanno fondato l’azienda “Paysage à Manger” che produce più di sessanta varietà di patate antiche. Ci hanno parlato valore del cibo nella cultura rurale e della loro volontà di riscoprirlo coltivando varietà antiche individuate grazie alla fondazione ProSpecieRara e andando casa per casa a incontrare gli anziani nei villaggi rurali. La loro esperienza ci racconta anche di come il senso di comunità e l’identità siano gli antidoti per combattere la “pianurizzazione” della montagna, rimetterla al centro con i suoi paradigmi che non possono essere quelli dello sfruttamento intensivo.



Gli incontri proseguiranno a marzo, ecco gli appuntamenti:

**** Giovedì 4 marzo 21.00 Pero Misso Presidio Slow Food (Veneto) con Bibbiana Righetti ** Giovedì 11 marzo 21.00 Suino nero dei Nebrodi Presidio Slow Food (Sicilia) con Enzo Pruiti ** Giovedì 18 marzo 21.00 Mieli dell’Appennino aquilano Presidio Slow Food (Abruzzo) con Pietro Asci ** Giovedì 25 marzo 21.00 Dolcetto dei terrazzamenti della val Bormida Presidio Slow Food (Piemonte) con Enzo Patrone

**** Partecipazione gratuita su piattaforma zoom. Iscrizioni a slowfoodadigegarda@gmail.com

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