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Una passeggiata collettiva per un Bondone gestito con lungimiranza e condivisione

Comunicato stampa



Sabato 17 giugno: Passeggiata lungo le Viote del Bondone organizzata da 18 associazioni per dire no a un bacino artificiale alle Viote e per chiedere una gestione della montagna lungimirante e condivisa Manifestazione organizzata da Extinction Rebellion Trentino, Comitato permanente di difesa delle Acque del Trentino, Fridays for Future Trentino, Circolo di Trento di Legambiente, ENPA del Trentino, WWF Trentino, Italia Nostra, The Outdoor Manifesto, Protect Our Winters, Mountain Wilderness, LAC Trentino Alto Adige/Südtirol, LIPU sezione di Trento, LAV Trentino, Pan-EPPAA, Falenablu, Arte nel verde, Slow Food Trentino Alto Adige e Movimento Decrescita Felice Appuntamento ore 9:30 al parcheggio chalet Rocce Rosse per una facile passeggiata di 8km adatta a tutt* intervallata da vari interventi di approfondimento Referente: Stefano Musaico 3388841097 (Extinction Rebellion Trentino) A questo link saranno caricate foto e video della manifestazione Lungimiranza è vedere lontano nel tempo, prevedere cioè con saggezza gli sviluppi degli avvenimenti futuri e prepararsi in tempo. Una caratteristica fondamentale per qualsiasi decisore politico, soprattutto nel periodo di crisi climatica che stiamo vivendo. Nell’ultimo periodo stiamo assistendo a due proposte per lo sviluppo del Bondone la cui presunta lungimiranza, se non altro, dovrebbe essere oggetto di discussione: la costruzione di un bacino artificiale e di una funivia che collega la città a Vason. Il contesto nel quale si collocano queste proposte è quello di una montagna caratterizzata da un lato dall’altopiano delle Viote, uno scrigno di biodiversità di estrema importanza quasi unico per il Trentino, dall’altro da una cementificazione turistica in parte abbandonata, a ricordare un passato di sviluppo turistico, soprattutto invernale, che si credeva illimitato. In Bondone, come su tutte le Alpi, le temperature stanno crescendo a una velocità doppia rispetto alla media globale e l’intero Trentino si trova a gestire un cambiamento climatico repentino. Il turismo invernale è uno dei settori più sensibili all’aumento delle temperature soprattutto per i comprensori sotto i 2000m di quota, caratteristica di diversi comprensori trentini tra cui quello del Bondone. L'innevamento artificiale rappresenta ad oggi la strategia di adattamento dominante, ma un recente studio di Banca d’Italia sostiene che non è cruciale nel sostenere i flussi turistici. Lo studio dice inoltre che i costi di innevamento artificiale aumenteranno in modo non lineare con l’aumento delle temperature e, se le temperature aumenteranno oltre una certa soglia, non sarà più praticabile. La neve artificiale può ridurre le perdite finanziarie dovute a occasionali inverni carenti di neve, ma non può proteggere dalle tendenze sistemiche a lungo termine verso inverni più caldi. Ultimamente la costruzione di bacini artificiali viene prospettata come l’unica soluzione possibile per far fronte agli effetti negativi della siccità e garantire, al contempo, l'approvvigionamento idrico necessario all’industria dello sci alpino. Si tratta di una miope illusione, in primis perché i bacini artificiali sono molto diversi tra loro e solo raramente sono progettati per soddisfare una molteplicità di usi. Inoltre, i dati dimostrano che la costruzione di nuovi invasi è uno dei metodi più costosi e meno efficaci per trattenere in quota l’acqua e quindi contrastare i periodi siccitosi. La costruzione di un nuovo bacino costa circa 5-6€ per ogni metro cubo di acqua “salvata”, mentre la messa in opera di infrastrutture ecologiche, come un sistema di ricarica delle falde, garantisce il trattenimento della stessa quantità di acqua ad un costo di circa 1,5-2€. In aggiunta a questo, l’acqua di falda si presta ad una molteplicità di utilizzi. Il luogo migliore dove stoccare l’acqua è dunque l’unico serbatoio che la Natura abbia mai “progettato”. Sottolineiamo inoltre che il luogo proposto per la costruzione del bacino si trova nella piana delle Viote che, con la sua torbiera e i suoi pascoli a nardo, è un sito di estremo interesse naturalistico e rientra nel registro delle aree protette della nostra Provincia. Inutile sottolineare come la costruzione di un invaso di grandi dimensioni impatterebbe in modo devastante ed irreversibile su questo delicato ecosistema. Per tutte le ragioni sopra elencate ci dichiariamo fermamente contrari alla costruzione di qualsiasi nuova opera di accumulo idrico sulla piana delle Viote e sulle sue immediate vicinanze. La seconda proposta che è arrivata ai giorni nostri dopo decenni di discussioni è quella della funivia Trento - Vason, oggi intesa come infrastruttura chiave per il rilancio della montagna. Per una riqualificazione del Bondone lungimirante occorre però prima definire un piano di sviluppo complessivo che coinvolga gli operatori ma anche i cittadini e le associazioni, senza escludere i vari comuni che questa montagna coinvolge. Il primo passo per il suo rilancio non può essere la costruzione della funivia senza un ragionamento globale, senza un piano di valorizzazione degli edifici abbandonati esistenti in tutti i suoi versanti (a cominciare dalle caserme delle Viote), senza una spinta verso un turismo più lento e sostenibile con una giusta convivenza tra sciatori, scialpinisti e ciaspolatori di inverno e camminatori e ciclisti d’estate con il più basso impatto ambientale possibile. Una funivia pensata per trasportare oltre 900mila passeggeri all’anno, secondo le stime, ma che, soprattutto senza una chiusura della strada alle auto, rischia di essere un nuovo capitolo del fallimento del Bondone e di rivelarsi un mero greenwashing di mobilità sostenibile. Per questo motivo una rete di 18 associazioni e movimenti ha organizzato per sabato 17 giugno una manifestazione in Bondone per esprimere la contrarietà alla costruzione di un bacino artificiale, soprattutto nella zona di alto pregio naturalistico delle Viote, e per sottolineare la necessità di un maggiore coinvolgimento dei cittadini riguardo il progetto di costruzione della funivia Trento-Vason e del relativo rilancio turistico della montagna. L’appuntamento è per sabato 17 giugno alle 9:30 al parcheggio chalet Rocce Rosse per passeggiare insieme attraverso la piana delle Viote per difendere la sua bellezza miracolosamente scampata finora a una urbanizzazione selvaggia. Firme


Extinction Rebellion Trentino Comitato permanente di difesa del- le Acque del Trentino Fridays for Future Trentino Circolo di Trento di Legambiente ENPA del Trentino WWF Trentino Italia Nostra The Outdoor Manifesto Protect Our Winters Mountain Wilderness LAC Trentino Alto Adige/Südtirol LIPU sezione di Trento LAV Trentino Falenablu Arte nel verde Pan-EPPAA Slow Food Trentino Alto Adige Movimento Decrescita Felice Trentino



Programma

● Ritrovo alle 9:30 al parcheggio Chalet Rocce Rosse

● Possibilità di raggiungere il ritrovo con l’autobus B202 che parte da Trento (autostazione) alle 7:45. Unico ritorno alle 16:40

● Interventi:

Michele Nardelli, autore del libro Inverno liquido

Tommaso Bonazza, portavoce Comitato Permanente per la Difesa delle Acque del Trentino

Marta Villa, antropologa, docente presso l'Università di Trento

presidenti delle ASUC di Sopramonte, Baselga del Bondone e Vigolo Baselga

○ altri interventi in ambito naturalistico

● Durata: circa 3 ore (8km, 120m di dislivello)

● Pranzo al sacco o nei locali aperti presenti in zona

● In caso di maltempo l’evento sarà rinviato

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